Territorio
Catania è una delle poche
città in Italia ad offrire paesaggi
tanto diversi concentrati in un solo
sito. Sorge sulla costa orientale
dell'isola, ai piedi del vulcano Etna
(il più alto d'Europa) e a metà strada
tra le città di Messina e Siracusa. Il
suo territorio comprende anche una vasta
fetta della piana di Catania e tutto il
Calatino. La piana di Catania ('a
Chiana) è una tra le più estese aree
coltivate della Sicilia e la sua zona
più vicina al mare costituisce l'oasi
del Simeto, riserva regionale di circa
2.000 ettari istituita nel 1984. L'Oasi
del Simeto prende nome dal fiume Simeto,
il più importante dell'isola, che sfocia
a sud della città. Catania si affaccia
sul mar Ionio con il golfo che prende il
suo nome.
Inoltre intorno al vulcano sorge
un'altra famosa area naturale protetta,
quella del Parco dell'Etna.
Il territorio è prettamente pianeggiante
a sud e sud est, e montuoso a nord per
la presenza del vulcano Etna. Il nucleo
originario della città era situato su un
colle che corrisponde all'odierna piazza
Dante, dove sorge l'ex-monastero dei
benedettini. L'unico altro rilievo
importante è la collina Santa Sofia,
dove sorge la Cittadella Universitaria,
al confine con Gravina, comune del vasto
hinterland.
Il verde pubblico è costituito dai
parchi situati all'interno della città.
Sono sei quelli di una certa grandezza e
importanza: il Giardino Bellini, detto
'a villa o Villa Bellini e dedicato a
Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini,
detto Villa 'e varagghi (cioè "degli
sbadigli", perché si diceva frequentata
soprattutto da pensionati e da
sfaccendati in genere), il Parco Gioeni
(situato a nord, alla fine della via
Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a
nord del Corso Italia), il parco I
Viceré (nel quartiere Barriera
Canalicchio) e il Boschetto della Plaia
(nella zona tra l'Aeroporto Vincenzo
Bellini e la città). Tra gli altri, per
l'importanza storica e per la
conservazione della biodiversità si
segnala l'Orto botanico di Catania.
La città è attraversata da un fiume
sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco
fuori le mura ad ovest, si poteva
trovare il lago di Nicito, al fiume
collegato e ormai coperto dalla colata
lavica del 1669 (l'omonima via ne
ricorda l'ubicazione). Attualmente,
l'Amenano si rende visibile all'Acqua a
linzolu, fontana in marmo bianco che
sorge tra la Pescheria e la piazza del
Duomo e nei sotterranei del locale
Ostello Agorà. Ma è stato tutto il
territorio circostante a mutare
profondamente in seguito a calamità
naturali come questa: la costa a nord
del porto è appunto una scogliera sorta
in seguito alle varie colate laviche, in
epoca storica nel 1169, 1329 e 1381,
anno in cui venne coperta anche parte
dell'antico Porto Ulisse; tale tratto di
costa è chiamato appunto La Scogliera e
comprende la spiaggetta di San Giovanni
li Cuti). L'area a sud del Castello
Ursino, un tempo a picco sul mare, è
invece il prodotto dell'enorme colata
del 1669 che accerchiatolo si spinse per
qualche chilometro verso il mare. La
costa a sud del porto venne
profondamente modificata formando il
litorale attuale (la Plaia) che è,
invece, sabbioso.
Clima a Catania
La città e
la piana di Catania presentano un clima
mediterraneo, pur con alcuni connotati
di tipo subtropicale e continentale, ben
ravvisabili dall'analisi dei dati
climatici delle stazioni meteorologiche
ufficiali di Fontanarossa e di
Sigonella, che descrivono
rispettivamente il quadro relativo alla
città di Catania e all'entroterra della
piana.
Le precipitazioni, piuttosto scarse,
sono comprese tra i 450 e i 550 mm
annui, con minimo estivo molto marcato e
moderato picco nella stagione autunnale.
L'inverno, spesso di breve durata,
assicura temperature massime diurne
generalmente molto miti, mentre nelle
ore notturne possono verificarsi
raffreddamenti, più pronunciati
nell'entroterra, in presenza di cielo
sereno e calma di vento: tutto ciò a
causa degli effetti continentali che si
verificano nell'esteso territorio
pianeggiante che, nella parte più
interna, sono influenzati anche dalla
presenza dell'Etna.
L'estate, di lunga durata, si presenta
molto calda, anche se raramente con alti
tassi di umidità. Mentre lungo la fascia
litoranea le temperature massime sono
parzialmente contenute dalla brezza
marina di levante, nella parte più
interna della città e della piana si
registrano valori molto elevati.
Storia di Catania
Le origini del nome: Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge, od anche dal protolatino katina (catino, bacinella) per la conformazione naturale a conca delle colline intorno alla città. L'etimologia resta comunque oscura: secondo altre interpretazioni, il nome deriverebbe dall'apposizione del prefisso greco katà- al nome del vulcano Etna (Aitnè, dal greco) (in modo che ne risulti "nei pressi di" o "appoggiata" all'Etna)
Catania
era originariamente un insediamento
Sicano, quindi dopo il XIII secolo a.C.
sede di un grosso villaggio Siculo e
rifondato come Kατάvη nel 729 a.C. da
coloni Greci Calcidesi guidati da Tucles
dal domino dei quali venne tolta nel 476
a.C. da Gerone I di Siracusa che la
chiamò Aitna. Dopo la morte del tiranno
siracusano e la sconfitta di Trasibulo
la città fu riconquistata dai Katanaioi
che le rimisero il nome originario. Subì
la conquista di Dionigi il Vecchio. Fu
poi conquistata dai Romani nel 263 a.C.
Alla caduta dell'Impero Romano la
Sicilia venne conquistata nel VI secolo
dagli Ostrogoti di re Teodorico che si
occupò della ricostruzione delle mura
della città, utilizzando le pietre che
costituivano l'anfiteatro romano. Venne
in seguito conquistata dai Bizantini, e
nella prima metà del IX secolo dai
Maghrebini. Nel 1071 viene conquistata
dai Normanni che per la prima volta
nella sua storia la dotarono di un
vescovato. Fu poi dominata dagli Svevi,
periodo in cui si eresse il Castello
Ursino e si crearono le figure
amministrative che perdurarono fino al
1817. La città fu una delle sedi della
côrte itinerante di Federico II di
Svevia e da qui furono emanati editti e
leggi di grande importanza. Alla fine
del casato Hohenstaufen furono gli
Angioini a prendere possesso della
città, occupandola militarmente abusando
spesso della popolazione locale. Lo
scontento generato causò i moti dei
cosiddetti Vespri Siciliani. Nel 1282,
passò agli Aragonesi che fino a re
Martino I di Sicilia fecero di Catania
la capitale del Regno di Sicilia.
Passata sotto i dominii Spagnolo,
Piemontese e Borbonico, nel 1860 Catania
entrò a far parte del Regno d'Italia .
Già molto tempo prima, nel 1622,
Emanuele Filiberto di Savoia, viceré di
Sicilia, con lettera ratificata da
Filippo IV, aveva assegnato al Senato
catanese funzioni pari a quelli di
Palermo e Messina, concedendole una
certa autonomia, ma solo tra il 1816 e
il 1818 acquisì lo status di Comune,
lasciando quello di Urbs, in modo da
essere governata da un Intendente,
coadiuvato dal Segretario generale e dal
Consiglio di Intendenza.
Simboli

Lo stemma della Città di Catania è costituito da uno scudo con lo sfondo azzurro, cimato dalla corona reale aragonese e, nella parte inferiore, la legenda che riporta la sigla “S.P.Q.C.” (Senatus Popolusque Catanensium), al centro è presente un elefante posto di profilo di colore rosso porpora con le zanne rivolte a sinistra (destra araldica), sopra di esso è presente una lettera “A” maiuscola anch'essa di colore rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse

La città antica

Del periodo
greco a Catania non rimangono molte
tracce, a causa di vari fattori sia
naturali (terremoti che hanno rovinato
la città, colate laviche) che antropici,
come le ricostruzioni che spesso hanno
ricoperto le precedenti architetture.
Inoltre, non sono mai state eseguite
grandi campagne di scavi e studi
archeologici se non in casi sporadici
della sua storia recente. Miglior
fortuna hanno avuto i monumenti di epoca
romana che hanno resistito fino ad oggi
testimoniando l'importanza della città
in antico, inoltre numerosissimi reperti
provengono dagli scavi occasionali della
città (la gran parte di questi - tra cui
mosaici, statue e persino il frammento
di una colonna istoriata - sono esposti
al Museo civico).
Il Teatro Romano (del II secolo),
l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II
secolo), le Terme dell'Indirizzo, le
Terme della Rotonda, le Terme
Achilliane, varie altre strutture
termali (in Piazza Sant'Antonio, Piazza
Itria, Piazza Dante dove è stata trovata
la strada basolata oggi allo scoperto) i
resti di un acquedotto presso via Grassi
e alcuni edifici funerari, il foro sono
i maggiori resti attualmente visibili
della Catania romana. Il Teatro romano e
l'Odeon sono stati restaurati negli
ultimi anni e sono comodamente
visitabili. Anche i resti
dell'anfiteatro sono visibili dal 1907
(anno in cui sono stati riportati alla
luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro
e dal cortiletto di vico Anfiteatro.
Probabilmente anche 'u Liotru, il
simbolo della città situato attualmente
al centro di Piazza Duomo, è stato
costruito in epoca romana o forse più
antico. È un manufatto in pietra lavica
porosa, che raffigura un elefante. Il
nome deriva probabilmente dalla
storpiatura del nome di Eliodoro,
negromante semi-leggendario e grande
avversario di Leone il Taumaturgo.
L'elefante è sormontato da un obelisco
egizio di cronologia incerta con figure
probabilmente legate al culto isideo.
Per quanto concerne i beni mobili
antichi ritrovati degni di nota sono
senza dubbio la stipe votiva di Piazza
San Francesco che ha restituito
importanti reperti fino al IV secolo
(tale stipe è considerata tra le più
ricche ed importanti del mondo
classico), come pure una serie di monete
prodotte a Catania, che comprende
bellissimi conii - da quelli arcaici -
con Nike e Zeus in trono, ispirati ai
conii di Aitna - a quelli dei grandi
incisori - Eveneto, Eraclide e Procle,
con testa di Apollo o di Amenano.
Del periodo Tardo Antico rimangono i
resti delle necropoli a nord e ad est
della città (tra cui visibili i mausolei
di Viale Regina Margherita e Vico
Ipogeo), come pure numerosi frammenti,
lapidi (tra cui quella di Julia
Fiorentina esposta al Louvre), o il
cippo esposto al Castello Ursino. Sono
invece di epoca Paleocristiana le cripte
di Sant'Euplio, di Santa Maria La
Grotta, della cappella nell'Ospedale
Garibaldi, nonché gli ambienti del
cosiddetto Sacro Carcere.
La città medioevale

Un monumento
di età bizantina è la Cappella Bonajuto
(nome derivante dalla famiglia nobiliare
che l'aveva tenuta come sacrario di
famiglia nonché come cappella privata):
si tratta di una "trichora" bizantina
(cioè un edificio con tre absidi); prima
del suo restauro se ne aveva conoscenza
grazie ai disegni di Jean Houel.
Del periodo normanno si conservano
principalmente il castello di Aci
Castello (presso il comune omonimo) e le
absidi della Cattedrale di Sant'Agata
(il Duomo), che poi sarebbe stata
ristrutturata dopo il terremoto del
1693. Oggi la cattedrale conserva la
vara, il busto-reliquiario e la
cassa-reliquiaria di Sant'Agata,
realizzato dal senese Giovanni di
Bartolo nel XIV secolo.
Del periodo svevo (XIII secolo) sono il
portale della chiesa di Sant'Agata al
Carcere e il famoso Castello Ursino,
federiciano (sede del Museo civico,
formato principalmente dalle raccolte
Biscari e dei benedettini, dal 1927),
coevo dell'altrettanto famoso castello
di Castel del Monte ad Andria e del
siracusano Castel Maniace. Invece il
portale della scomparsa San Giovanni e
il balcone di palazzo Platamone
risalgono al periodo Aragonese.
La città rinascimentale
Del periodo
tardo aragonese rimangono poche tracce,
tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù
situata nella piazza omonima e costruita
nel 1498 è forse l'esempio in migliori
condizioni. La chiesa fu ristrutturata
nel Settecento, mentre il portale è del
Cinquecento e solo la Cappella Paternò
mantiente l'originale struttura gotica.
Nel 1558, fu iniziata la costruzione del
Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe
poi stata affiancata la chiesa di San
Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata
lavica del 1669 e dal terremoto del
1693, nel 1703 se ne avviò la
ricostruzione che tuttavia non è stata
mai più portata a termine.
Le cosiddette Mura di Carlo V, che
racchiudono il centro storico, furono
erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il
1555 su progetto di Tiburzio Spannocchi.
Il progetto in realtà prevedeva
l'ampliamento delle fortificazioni verso
sud-ovest e verso nord a scapito delle
vecchie mura di epoca medioevale (tra
cui l'antica Torre del Vescovo del
1302), ma non riuscì ad essere portato a
termine. Con il terremoto del 1693 e la
seguente ricostruzione si volle dare
alla città un aspetto più aperto e
libero dai fortilizi (i resti furono
infatti inglobati nello sviluppo della
città), anche perché ormai non esisteva
più il pericolo delle incursioni
piratesche che secoli prima diedero
l'impulso alla fortificazione del
Regnum.
La città
barocca
Catania è stata ampiamente rovinata dai terremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa]. Tuttavia in epoca storica (forse nel 122 a.C. e nel 252) è testimoniata dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città. Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo Di Benedetto e Girolamo Palazzotto.
La via Crociferi
Un raro esempio di unità architettonica è la via dei Crociferi, forse, la strada più bella della Catania settecentesca. Essa ha inizio in Piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta al di là della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco siciliano. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese. La prima è la chiesa di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrasta la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, oggi sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Di fronte al Collegio è ubicata la chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania.
Monumenti barocchi
Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
- la Cattedrale di Sant'Agata
- la chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II
- la chiesa di Sant'Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
- la chiesa di Sant'Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
- la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d'Angiò
- la chiesa di San Benedetto, in via Crociferi
- la Chiesa di San Domenico, sull'omonima piazza
- la chiesa di San Giuliano, in via Crociferi
- la chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante
- la Chiesa di San Placido, sull'omonima piazza
- il Monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
- la Basilica della Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
- il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la Fontana dell'Amenano, in piazza del Duomo
- il Palazzo Biscari, in via Biscari
- il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
- il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
- il Palazzo Bruca, in Via Vittorio Emanuele II, sede del Museo del Giocattolo
- il Palazzo Fassari Pace, in Via Vittorio Emanuele II
- il Palazzo Valle, in Via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
- la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
- la Porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
- la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
- la fontana dell'Elefante
- il Convitto Cutelli
La via Etnea
Parte dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 m raggiunge la piazza Università. In essa si affacciano il palazzo dell'Università e palazzo Sangiuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei con allegorie di quattro antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.
Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi si incrocia la via di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Proseguendo si raggiunge la Chiesa dei Minoriti prima di arrivare in piazza Stesicoro. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e gli scavi dell'Anfiteatro romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. Si procede quindi fino alla Villa Bellini, che costituisce il principale polmone verde della Catania settecentesca. Si prosegue quindi verso piazza Cavour, il Borgo per i catanesi, dove si trova la fontana della dea Cerere in marmo bianco, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a tapallara (Dea Pallade).
Nel 1890 venne inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo Bellini,seguendo lo stile dell'opera di parigi, in piazza Vincenzo Bellini. Negli anni trenta a Catania iniziò la costruzione del Palazzo di Giustizia e in seguito la fontana de I Malavoglia. Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è una delle assi portanti dell'Università. « (Catania) A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi. » (Epigrafe di Mario Rapisardi)
Lo sventramento del quartiere di San Berillo
San Berillo era uno storico quartiere di Catania, densamente abitato e pieno di botteghe di artigiani. Il suo sventramento, realizzato negli anni cinquanta, ha determinato una ferita nel volto della città e ha lasciato un vuoto ancora visibile nel suo tessuto urbano.
Mercati e mercatini
Uno dei
posti più caratteristici della Catania
popolare è il mercato del pesce della
pescheria sempre rutilante di colori,
voci e odori. Un altro caratteristico è
il mercato di Piazza Carlo Alberto,
meglio conosciuto come " Fera o Luni",
ovvero la "Fiera del Lunedì'" poiché
originariamente il mercato era attivo
soltanto un giorno a settimana,
esattamente il lunedì. Nella stessa
piazza tutte le domeniche si tiene un
importante "mercato delle pulci".
Un mercato di "bric a brac" è aperto la
domenica sotto gli archi della "marina"
nei pressi della Villa Pacini. Altro
mercato molto frequentato è quello che
si svolge il venerdì in piazza I Viceré
nel quartiere nord di Barriera del
Bosco. Una risorsa non meno importante
riguarda i mercatini rionali di Catania.Evoluzione
demografica
Abitanti censiti

Cultura - Istruzione
L'Università
degli Studi di Catania, fondata nel
1434, è la più antica della Sicilia. È
una delle più grandi del Sud Italia, con
62.000 iscritti divisi in dodici
facoltà.
Inoltre, Catania è sede della Scuola
Superiore, uno dei cinque centri
d'eccellenza per universitari in Italia,
e dell'Istituto Superiore di Studi
Musicali Vincenzo Bellini, il più grande
istituto musicale del nostro paese.Musei
e biblioteche
Esistono inoltre due musei privati: il Museo Paleontologico dell'Accademia Federiciana (istituito nel 1996 da Fortunato Orazio Signorello, accoglie fossili provenienti da ogni parte del mondo risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Siluriano, 435-395 milioni di anni fa, e il Neozoico: 2-1,5 milioni di anni fa) e il Museo di sculture in pietra lavica "Valenziano Santangelo".
Infine,
al Centro Fieristico le Ciminiere, area
industriale dismessa oggi completamente
ristrutturata, si svolgono
manifestazioni e mostre periodiche,
organizzate principalmente dalla
Provincia di Catania. All'interno del
complesso sono stati creati due nuovi
musei:"Il Museo dello sbarco in Sicilia
del 1943" dove all'interno è stata
realizzata una minuziosa riproduzione di
una piazza siciliana prima e dopo un
bombardamento; contiene inoltre una
vasta collezione di oggetti e uniformi,
delle armi del tempo e ricostruzioni
virtuali dello sbarco. Il "Museo del
Cinema" contiene molti cimeli e
ricostruzioni di scene famose di film
con una sezione interamente dedicata a
Catania come set cinematografico.
Le biblioteche di Catania sono: la
Biblioteca universitaria e Ventimilliana
(aperta al pubblico nel 1755; dal secolo
scorso conserva il fondo del vescovo
Salvatore Ventimiglia, che vi mantiene
una sua unità); la biblioteca
dell'Accademia Gioenia di scienze
naturali; quella della sezione catanese
della Deputazione di storia patria;
Biblioteche riunite Civica ed Ursino
Recupero.
Le biblioteche di Catania sono: la Biblioteca universitaria e Ventimilliana (aperta al pubblico nel 1755; dal secolo scorso conserva il fondo del vescovo Salvatore Ventimiglia, che vi mantiene una sua unità); la biblioteca dell'Accademia Gioenia di scienze naturali; quella della sezione catanese della Deputazione di storia patria; Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero.
Teatro
Catania è
la città a più alta densità teatrale
della Sicilia. Molteplici le compagnie
teatrali che vi operano, sia
professionali che amatoriali. Il più
importante teatro della città è il
Teatro Massimo Bellini, costruito,
seguendo lo stile dell'Opera di Parigi,
dall'architetto Carlo Sada alla fine del
secolo XIX ed inaugurato nel 1890. Oggi
è un teatro lirico di tradizione, vanta
un'orchestra sinfonica ed un coro
stabile ed è sede di stagione operistica
e concertistica. Da alcuni anni dispone
della sala del Teatro Sangiorgi che
viene utilizzata per concerti di musica
da camera e per prove di spettacoli.
Molto attivi sono inoltre il Teatro
Stabile (che svolge le sue attività sia
nel Teatro Verga che nel Teatro Musco) e
il Teatro Metropolitan, nonché il
Piccolo Teatro. Esistono poi il Teatro
Ambasciatori e l'Erwin Piscator.
Musica
Successivamente sono
arrivati Gianni Bella, Umberto Balsamo,
Vincenzo Spampinato, i Denovo di Mario
Venuti e Luca Madonia, Gerardina
Trovato, Carmen Consoli, lanciata dalla
casa di produzione di Francesco
Virlinzi, gli Sugarfree e molti altri
autori minori. Nella scena rock degli
'80 e '90 spiccano nomi storici come gli
Schizo, autori di un genere più hard, e
poi gli Uzeda e i Flor de Mal, che
nacquero negli anni in cui Catania finì
per essere paragonata a Seattle proprio
per il fermento musicale. Importante è
stato anche il lavoro di cantanti
popolari come BriganTony, le cui "opere"
sono oggi riprese dai Brigantini. I
Lautari si sono invece dedicati alla
riscoperta, in chiave moderna, del
repertorio tradizionale siciliano. Sono
catanesi anche gli Archinuè, gruppo
eclettico, e gli Sugarfree, famoso
gruppo pop-rock.
Media
Oggi quasi tutti i mass media della città sono in mano a Mario Ciancio Sanfilippo, ritenuto il maggiore editore del sud Italia.
Radio
In città sono inoltre presenti diverse emittenti radiofoniche: alcune a carattere regionale come Radio Amore, Radio Telecolor, Radio Sis, e altre a livello locale quali Radio Video 3, Radio Catania, R.S.C., Studio 90 Italia, Radio Sgrusciu, Antenna Uno, Antenna Trinacria, Radio Onda Blu, Radio Zammù .
Stampa
Catania è sede dei quotidiani siciliani La Sicilia, il secondo dell'isola, e Il Quotidiano di Sicilia. In passato, è stata la sede delle riviste I Siciliani, Il Corriere di Sicilia, Espresso Sera.
Televisione
Catania è sede delle emittenti televisive Antenna Sicilia, Telecolor, Video 3, La F e D Television. In passato, è stata sede dei canali televisivi Telejonica e Teletna.



