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Comunicato stampa del 4 Gennaio 2016

Campagna antimeningococco, denuncia della Ugl: “Punti Asp e farmacie etnee da giorni senza i vaccini. Gravissima situazione con personale sanitario e utenza allo sbaraglio.” 

“Da due giorni riceviamo dai nostri dirigenti, dagli iscritti e da tanti simpatizzanti, numerose telefonate che ci segnalano come sia nei punti Asp che nelle farmacie della provincia di Catania siano terminati i vaccini per la prevenzione della meningite. E’ assurdo che, a fronte dell’ormai pressante battage informativo avviato da tempo su tutti i canali mediatici, anche con l’aiuto di testimonial famosi, nelle città e nelle periferie si sta assistendo da giorni alla caccia al farmaco. ”  E’ la denuncia della Ugl di Catania che, attraverso il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario della federazione provinciale Sanità, Carmelo Urzì, fa sapere come in questi giorni tantissimi utenti del servizio sanitario, sin dalle 6 del mattino, dopo alcune ore di fila all’apertura delle strutture hanno appreso la notizia del mancato rifornimento dei vaccini. “Il clamore mediatico suscitato in questi giorni, non solo dal pressante invito a vaccinarsi, ma anche dal racconto dei decessi avvenuti di recente in diverse parti d’Italia, ha creato una sorta di prevedibile e legittima corsa alla vaccinazione. Con la conseguenza che i lavoratori del settore, ed anche l’utenza (presenti tantissimi bambini), sono stati lasciati allo sbaraglio dalla totale impreparazione del sistema sanitario nel prevedere ed affrontare una simile ondata di richieste. Riteniamo gravissima questa situazione e chiediamo all’assessore regionale Baldo Gucciardi di disporre l’assunzione di urgenti rimedi, nonché di fornire ad operatori ed utenti le corrette comunicazioni in modo da evitare ogni disagio, ma soprattutto di avviare un’indagine interna al fine di individuare i responsabili dell’accaduto che assume i contorni dell’interruzione di pubblico servizio, oltre a rappresentare un rischio reale in relazione al concretizzarsi di possibili casi. ”

Comunicato stampa del 3 Gennaio 2017

Ancora un’aggressione nell’ospedale “Vittorio” di Catania, Ugl: “Solidarietà al medico. E’ un perenne stato di assedio che solo la presenza dell’esercito può fronteggiare.” 

“Esprimiamo vicinanza e solidarietà al medico coinvolto in una violenta aggressione di gruppo il giorno di Capodanno, all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Catania. Come avevamo immaginato, i correttivi apportati e le piccole attenzioni sul sistema di sicurezza poste dopo i fatti dello scorso autunno, si sono dimostrati deboli e poco incisivi. E’ in atto, infatti, una vera e propria emergenza non solo al “Vittorio” ma in tutti i pronto soccorso di Catania e provincia, dove costantemente è messa a repentaglio l’incolumità di tutto il personale sanitario. Continuiamo ad essere convinti che il ripristino del posto di polizia, in collaborazione con il personale della vigilanza privata, serva a ben poco, anche perché crediamo sia ancor più opportuno mantenere più personale della forza pubblica in strada in un momento, come questo, in cui la carenza di unità è ai massimi storici. Per questo ribadiamo ancora una volta la richiesta di avviare la campagna “Ospedali sicuri”, assegnando militari dell’esercito debitamente armati ad ogni presidio di emergenza della nostra area metropolitana. La loro presenza, associata a quella dei vigilantes andrebbe a costituire un’ottima barriera deterrente, per il primo intervento in caso di episodi di violenza, che solo in caso di necessità verrebbe rinforzata dall’arrivo delle volanti delle forze dell’ordine per il completamento dell’azione di contrasto attraverso i compiti di polizia giudiziaria. Ci appelliamo, quindi, ai vertici politici locali, all’assessore regionale ed ai ministri competenti, affinché si possa trovare nell’immediato una soluzione utile ed efficace, impiegando nel modo migliore è possibile le risorse civili e militari disponibili, per l’assoluta tutela del diritto dei lavoratori impiegati nei pronto soccorso di poter operare in un luogo ed in un contesto sicuro.” Lo dichiarano il segretario generale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci ed il segretario provinciale della Ugl Sanità Carmelo Urzì, che annunciano di inviare  contestualmente una nuova richiesta formale, così da rappresentare la drammatica situazione al nuovo ministro dell’Interno Marco Minniti.  

Comunicato stampa del 23 Dicembre 2016

La Ugl etnea e la letterina di Natale al sindaco Bianco: “Chiediamo che il 2017 sia un anno di vero impegno, chiarezza sul bilancio e stop alle promesse per passare ai fatti concreti.”

“Chiediamo che il 2017 sia un anno di vero impegno, con più chiarezza sul bilancio e un serio stop alle promesse per passare ai fatti concreti.” Sono questi i regali che la Ugl di Catania spera di poter trovare, sotto l’albero natalizio dell’Elefante, recapitando un’immaginaria letterina al sindaco Enzo Bianco nella sua doppia veste di primo cittadino dell’ente comunale e dell’area metropolitana. Se lo augura il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci, che chiede ancora una volta un reale scatto di orgoglio: “Perché questa città è ogni giorno che passa sempre più mortificata. Non basta, infatti, – aggiunge – la gioia per aver inaugurato il nuovo tratto di metropolitana, per mascherare gli enormi problemi che attanagliano la nostra città. A partire dalle questioni relative al bilancio ed al piano di riequilibrio che, di recente, sono stati oggetto di turbolenze. Proprio su quest’ultimo, la giusta attenzione da parte della Corte dei conti nazionale ha aperto un fronte preoccupante, dal punto di vista della tenuta dei conti, già di per se parecchio traballante, evidenziando come le procedure non siano conformi alla legge per cui è necessaria l’attivazione del dissesto. Non bastano neanche gli alberi di Natale, i fiori e le iniziative di fine anno a far dimenticare il pesante disagio che si continua a vivere in periferia e la grave situazione in cui versa la zona industriale, la continua precarietà delle partecipate. C’è tanto bisogno di concretezza – conclude il segretario – e di risposte, che passino soprattutto da un lavoro trasparente e partecipato. Ci contiamo davvero su questo, interpretando le esigenze, le richieste e le aspettative dei lavoratori e dei cittadini catanesi. Diversamente, al prossimo annuncio, cominceremo davvero a credere a Babbo Natale!”

Comunicato stampa del 20 Dicembre 2016.1

Il “Megafono” ringrazia Crocetta per i fondi del “Patto per la Sicilia”, Musumeci (Ugl): “Governo inefficace, quali meriti se in Sicilia il lavoro latita e la gente muore di fame?”

“Uno schiaffo alla decenza, oltre che all’intelligenza dei siciliani. Non si può definire in modo diverso il messaggio pubblicitario, a firma del “Megafono – Lista Crocetta”, apparso questa mattina in un’intera pagina dell’edizione di un quotidiano regionale.” E’ questo il commento del segretario generale territoriale della Ugl di Catania, sulla pubblicazione di un messaggio dal sapore prettamente elettorale, con il quale il partito del presidente della Regione elenca tutte le cifre destinate al finanziamento di opere per ogni singolo comune, ognuno per la sua provincia, nell’ambito del “Patto per la Sicilia”, ringraziando Crocetta per il suo impegno. “Ci chiediamo quali siano i meriti del presidente in relazione al Patto che, oltretutto, è stato più volte oggetto di contestazione sia da parte dell’opposizione che dalla sua stessa maggioranza. Si tratta di un atto dovuto, che qualunque presidente avrebbe posto in essere e che, in Sicilia, è stato redatto in fretta e furia cercando di trascinare nel calderone gran parte dei progetti che la stessa Regione non era riuscita mai né a finanziare né a completare nel corso di questi anni – afferma Giovanni Musumeci. Un’azione, quella odierna, che punta solo a cercare di buttare fumo negli occhi di milioni di cittadini che nelle città, nelle periferie e nei borghi, in particolare nella nostra area metropolitana, soffrono la mancanza di un lavoro ed i costi della vita sempre più elevati, a partire dalla tassazione, esattamente tutto il contrario rispetto alle cifre strombazzate dal megafono. Ci auguriamo che per una trovata del genere non siano stati impegnati fondi pubblici, perché sarebbe una doppia umiliazione per ogni siciliano da una parte leggere il solito libro dei sogni, che non si sa se saranno mai realizzati, e dall’altra assistere ad un così importante spreco di denaro. Il tutto mentre si continua a giocare con i precari degli enti locali e della sanità, si cambia periodicamente idea sulla gestione dei rifiuti, non si sa quale sarà il destino delle ormai ex provincie, la riforma della rete ospedaliera è ancora un rebus, i cantieri di lavoro e di servizio sono spariti, la riforma dell’acqua pubblica è al palo e la legge sugli appalti è in alto mare. In pratica in quattro anni l’attuale presidente non è ha azzeccata una e si è limitato soltanto a dover fare la (ovviamente non equa) distribuzione della pioggia di milioni che da Roma sono arrivati a Palermo per finanziare il Patto. Chiediamo al governatore Crocetta, al suo partito ed alla politica regionale tutta, un maggiore rispetto per i siciliani e più sobrietà, perché siamo davvero stanchi dei proclami ed abbiamo veramente bisogno di una svolta occupazionale ed economica che non può essere di certo contenuta in numeri su opere che, probabilmente, come il passato insegna, non vedranno mai la luce.”

Comunicato stampa del 20 Dicembre 2016

Sindacalista Ugl licenziato dalla Agesp, Gangemi (Federazione Igiene ambientale): “Ci vogliono far pagare le nostre battaglie sindacali per la legalità e la dignità del lavoro!”

Ancora licenziamenti nel cantiere di Aci Castello della ditta Agesp, impresa che si occupa del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti per conto del Comune di Aci Castello. A farne le spese è un altro dirigente sindacale, questa volta rappresentante della Ugl, che all’interno dello stesso appalto fino a qualche settimana fa ricopriva un incarico di alta responsabilità. Una presa di posizione incomprensibile, quella dell’azienda trapanese, poiché il licenziamento del lavoratore non è stato seguito da alcuna motivazione come spiega il segretario provinciale della Ugl Igiene ambientale, Santo Gangemi: “Malgrado le numerose richieste inviate, da parte del sindacato e dai legali incaricati dal dipendente, per conoscere i motivi che hanno indotto all’allontanamento del sindacalista, ancora oggi l’Agesp non ha fatto pervenire alcun riscontro. Quel che è certo, è che lo stesso da alcuni anni è vittima di una continua persecuzione che, riteniamo, sia dovuta al ruolo di dirigente sindacale ricoperto da diverso tempo e perpetrata con discriminazioni, varie pretestuose contestazioni, tentativi di sottomissione, richieste di lasciare il sindacato e molto altro.” Si tratta quindi di una vicenda che affonda le radici ormai da diverso tempo che, oggi, contribuisce ad aggravare la già difficile situazione familiare in cui si trova l’ex coordinatore unico Agesp per Aci Castello, padre di tre figli di cui due portatori di handicap e bisognosi di continua assistenza sia sanitaria che economica. Per la cronaca, comunque, non è la prima volta che l’Agesp perseguita un rappresentante Ugl. Basti pensare che anche il segretario Gangemi è stato oggetto di tre licenziamenti, avvenuti a seguito di contestazioni di vario genere, tutti risolti con il reintegro. “Paghiamo la nostra azione volta a chiedere il rispetto del contratto collettivo, del capitolato speciale d’appalto e soprattutto della legge 81/2008, continuandola a subire con le continue pressioni nei confronti dei nostri iscritti di lasciare la sigla sindacale, ed agli altri dipendenti di non aderire – continua Gangemi. All’interno del cantiere si respira aria pesante, ben lontana dal più volte auspicato respiro della legalità. Lo diciamo con cognizione di causa, poiché sono stati innumerevoli i gravi casi denunciati nel corso del tempo che non hanno mai ricevuto alcun riscontro se non con il nostro allontanamento. Da anni, infatti, abbiamo puntato i fari sulle condizioni lavorative che vedono gli operatori ecologici di Aci Castello, operare in precarie condizioni di sicurezza utilizzando mezzi, attrezzature e dispositivi di protezione non conformi, così come non conforme alla normativa vigente è il cantiere di lavoro. Ed ancora, non comprendiamo come, per motivi ben più gravi, la ditta non abbia invece assunto alcun provvedimento nei confronti di un altro responsabile aziendale interessato al cantiere castellese (coinvolto in un’eclatante vicenda giudiziaria con relativa misura di detenzione), così come appare singolare che l’ente comunale appaltante in oltre 12 anni di continue proroghe (per un affidamento inizialmente assegnato per soli 7 mesi) non abbia mai comminato alcuna penale di rilevanza alla stessa Agesp neanche di fronte a palesi ed evidenti disservizi e violazioni contrattuali.” Tra l’altro l’impresa di Castellammare del Golfo è pronta ad assumere il nuovo incarico per curare i servizi di igiene urbana ad Aci Castello, essendosi di recente aggiudicata la gara d’appalto per la durata di ben 7 anni, con un ribasso dell’1,23% per un importo di aggiudicazione totale di quasi 20 milioni di euro, da unica partecipante al bando. “Temiamo – conclude il segretario Ugl Igiene ambientale – che dietro la strategia di estromettere il nostro sindacato dal cantiere di Aci Castello, sia necessaria a consentire al manovratore di continuare ad agire indisturbato, magari posizionando nel ruolo rimasto vacante qualche compiacente amico oppure mantenere la casella libera cercando di fare utile d’impresa. Da parte nostra continueremo senza sosta la battaglia per affermare, in tutte le sedi giudiziarie ed istituzionali competenti, ogni principio di legalità e trasparenza che possa garantire la tutela di ogni lavoratore sia dal punto di vista occupazionale che della sicurezza ed incolumità durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, considerato anche l’ingente impiego di risorse pubbliche versate a caro prezzo dai cittadini. Combatteremo fino alla fine anche per ottenere l’immediata assunzione del dipendente licenziato ingiustamente ed illegittimamente, poiché temiamo che questa vicenda possa assumere i contorni di un pericoloso precedente.”  

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